Convegno «Depressione e ansia: chiedi aiuto, non avere paura»


Il 17 dicembre 2009 il Ministro per le Pari Opportunità, Mara Carfagna, ha promosso il convegno «Depressione e ansia: chiedi aiuto, non avere paura», tenutosi presso il Dipartimento per le Pari Opportunità.

Si tratta di due disturbi molto diffusi tra gli italiani, soprattutto tra le donne, in particolare al Sud: lo riferiscono i dati della prima indagine nazionale realizzata dalla Commissione Salute del Dipartimento per le Pari Opportunità, presentata e analizzata durante l'incontro. Secondo lo studio, il 18% della popolazione italiana - circa 17 milioni e mezzo di persone - ha sofferto di un disturbo mentale: la depressione è la malattia più diffusa (10% dei casi), e il 3% ne soffre tuttora. In totale sono 26 milioni coloro che ne hanno avuto un'esperienza diretta o indiretta. Con conseguenze che vanno dal disagio personale per la vergogna di una malattia tanto stigmatizzata, ai costi sociali, come l'assenza prolungata dal lavoro, tanto alti quanto quelli sostenuti per cancro o patologie cardiovascolari.

Gli esperti intervenuti alla tavola rotonda hanno fatto presente che il problema c'è e assume via via dimensioni preoccupanti, tanto che nel 2020 costituirà la prima causa di disabilità. Le più colpite sono le donne, sotto due profili: sono loro ad ammalarsi di più, e a sopportare più spesso il peso dell'assistenza ai malati.

Il convegno, moderato dal Presidente della Commissione Salute, prof. Lucio Vizioli, ha illustrato diversi aspetti della malattia: dalla definizione della depressione (Prof. Michele Piccione), all'analisi dei costi sociali (Prof. Antonio Tundo), al ruolo del volontariato e dei gruppi di auto-aiuto (Prof.ssa Chiara Colavito), fino alle testimonianze di persone che hanno sofferto di ansia e depressione e che sono guarite con successo.

Le conclusioni sono state affidate al Ministro Carfagna, che ha ribadito come l'iniziativa abbia l'obiettivo di sradicare i pregiudizi, ancora molto diffusi, e sostenere i malati, invitandoli a non avere paura e a parlare liberamente della propria malattia. Infine, l'appello a non vergognarsi e a uscire dall'isolamento: "Bisogna imparare ad ammettere di essere malati. Perché prima ci si rivolge a uno specialista, meglio si riesce a curare la malattia".


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